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In casi come questi, la frase che si dice è sempre la stessa: “è il disco della maturità”. Ma gli Arctic Monkeys non erano immaturi, perché i loro primi due dischi (“Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” e “Favourite Worst Noghtmare”) sono tutt’altro che lavori giovanili o incompleti, ma indicano una strada percorsa a duecento all’ora, con il piede sempre ben spinto sull’acceleratore. Con “Humburg”, invece, le scimmie glaciali fanno il salto di qualità, riescono a cambiare pur rimanendo se stessi. Dieci pezzi che danno la sensazione di un appartamento perfettamente arredato, dove ogni cosa (e nota) è al suo posto, lasciando comunque intatte le emozioni che – a volte – la precisione sembra quasi soffocare. Con Humburg gli Arctic Monkeys non perdono velocità, ma guidano più sicuri e la sensazione per l’ascoltatore è quella di viaggiare comodi, in prima classe, magari lungo il deserto dove hanno deciso di registrare questo lavoro.
il chitarrista ha aggiunto: “Il nuovo materiale fa venire in mente i Kinks, che hanno sempre utilizzato i soliti 4-5 accordi. E’ molto diverso da ‘Dig Out Your Soul’.”
il nuovo album, di cui ancora non si conosce la data di uscita, dovrebbe contenere ‘I Want to Live in a Dream In My Record Machine’ e ‘Come On It’s Alright’, scritte insieme ai pezzi del più recente LP: Noel le descrive come “epicamente psichedeliche” .
Anche i testi dovrebbero segnare un ritorno al passato: “Ci sono pezzi che parlano di soldati, di religiosi, di rockstar e di viaggiatori. Sembrano essere tutte canzoni che riguardano diverse categorie di persone, ma non gente che conosco personalmente. E tutte sembrano seguire una storia che si sviluppa brano per brano.”
Presto arriverà anche un suo lavoro come solista: “Ne farò uno prima o poi. Spero prima che poi. Sto quasi sperando che Liam venga arrestato per qualche motivo in tempi brevi, così mi ci potrò occupare a tempo pieno…”






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